Cristina Annino
Poetessa, scrittrice e pittrice. Arezzo, 1941 – Roma, 2022.
Indiani santi, 2000 (dettaglio)
Cristina Annino, all’anagrafe Cristina Fratini, nasce ad Arezzo l’11 dicembre 1941 e diventa poeta a Firenze, dove studia, stringe le amicizie decisive della sua vita e pubblica il primo libro.
Negli anni fiorentini frequenta il Caffè Paszkowski, dove nasce l’amicizia con Mario Luzi e con il critico Luigi Baldacci, e il Caffè San Marco, dove si tengono gli incontri della neoavanguardia. Entra in contatto con il Gruppo 70 di Eugenio Miccini e Lamberto Pignotti, senza farsi coinvolgere troppo dalla sua poetica. Nel 1969 le edizioni fiorentine Téchne pubblicano Non me lo dire, non posso crederci.
Il primo matrimonio interrompe la carriera universitaria. La scrittura però continua: poesia, romanzi, racconti. Negli anni Ottanta le letture pubbliche a Roma e a Milano la fanno conoscere; la sostengono Franco Fortini, Giovanni Giudici e Guido Almansi, a cui la lega un’amicizia fraterna. Walter Siti la inserisce nell’antologia Einaudi Nuovi poeti italiani 3 e Madrid vince il Premio Pozzale Luigi Russo.
Nel 1989 si trasferisce a Roma e comincia a dipingere. Dopo la morte del marito, nel 2000, espone in gallerie e biblioteche a Roma, Milano, Londra, Istanbul e Doha. Intanto escono i libri della maturità, da Casa d’Aquila a Magnificat, premiato con il Montano, fino ad Anatomie in fuga, pubblicato da Donzelli. Dal 2015 al 2018 vive a Milano.
Della sua poesia hanno scritto, tra gli altri, Luigi Baldacci, Franco Fortini, Giovanni Raboni, Vittorio Sereni, Elio Pagliarani, Walter Siti e Maurizio Cucchi. Muore a Roma il 28 gennaio 2022; l’ultimo libro, Avatar, esce pochi mesi dopo.
Le tappe
In blu gli anni legati a Firenze.
- 1941Arezzo
Nasce l’11 dicembre come Cristina Fratini.
- Anni ’60Firenze
Studia Lettere Moderne e si laurea con una tesi sulle prose di César Vallejo. È assistente universitaria e per qualche tempo ricercatrice del CNR. Al Caffè Paszkowski conosce Mario Luzi e Luigi Baldacci; al Caffè San Marco partecipa agli incontri della neoavanguardia e del Gruppo 70.
- 1969Firenze
Esce Non me lo dire, non posso crederci (Tèchne), con un’introduzione di Eugenio Miccini.
- 1977
Dopo anni lontana dagli ambienti letterari per il primo matrimonio, pubblica Ritratto di un amico paziente, grazie agli amici di penna Piero Chiara e Giorgio Bàrberi Squarotti.
- 1979–80
Il primo romanzo, Boiter; poi Il cane dei miracoli, con cui vince la prima edizione del premio Bastogi.
- 1984
Walter Siti la include in Nuovi poeti italiani 3 (Einaudi). Le letture pubbliche a Roma e a Milano le portano la stima di Franco Fortini, Giovanni Giudici e Guido Almansi.
- 1987–88
Madrid (Corpo 10) vince ex aequo il Premio Pozzale Luigi Russo. Viaggia in Europa con gli artisti del Gruppo 70: Eugenio Miccini, Antonio Bueno, Arias Misson.
- 1989Roma
Si trasferisce a Roma per il secondo matrimonio e comincia a dipingere. Dal 2000 espone in Italia e all’estero.
- 2010
Magnificat. Poesie 1969–2009 vince il Premio Lorenzo Montano.
- 2014New York
Chronic Hearing, antologia delle sue poesie tradotte in inglese da Adria Bernardi.
- 2015–18Milano
Vive e lavora a Milano. Nel 2016 esce Anatomie in fuga (Donzelli), nel 2017 il romanzo Connivenza amorosa.
- 2022Roma
Muore a Roma il 28 gennaio. Esce postumo Avatar, l’ultimo libro, rivisto da lei.
- 2024Firenze
La Società Editrice Fiorentina pubblica Sempre vi lascio indietro col vento. Poetica e stile in Cristina Annino.
- 2026Milano
Ad agosto i suoi scritti e il materiale sulla sua opera artistica vengono donati all’Archivio APICE dell’Università degli Studi di Milano.
Dove studiare le sue carte
Nell’agosto 2026 gli scritti di Cristina Annino e il materiale sulla sua opera artistica sono stati donati all’Archivio APICE (Archivi della Parola, dell’Immagine e della Comunicazione Editoriale) dell’Università degli Studi di Milano.