Percorsi Futuristi

Omaggio e reinterpretazione del futurismo 
a cura di Espressioni D’Arte e Officina delle Immagini
16 – 30 ottobre 2009
16 ottobre ore 21: BOMBA performance, di e con Guido Paternesi con la partecipazione di Alessandra Santilli.
22 ottobre h 17,30: Quando il futurismo è donna. Barbara dei colori di Francesca Brezzi

Personale di Cristina Annino alla Biblioteca Pier Paolo Pasolini di Roma

8 – 29 Novembre 2008
Alla Biblioteca Pier Paolo Pasolini la mostra dedicata all’opera pittorica di Cristina Annino.
Di seguito, la nota di presentazione di Gianluca Tedaldi.

 

Sull’opera pittorica di Cristina Annino 
di Gianluca Tedaldi

 

Ho conosciuto Cristina come poetessa e, per me, le sue poesie hanno bisogno di lei per essere appieno apprezzate, come il cibo servito da chi l’ha fatto. Che un’artista già completa scopra di essere anche creativa con altri mezzi e linguaggio mi appare quasi come il biblico dono di parlare lingue ignote. Una sovrabbondanza di talento, certo, ma ciò che più importa è la circostanza che nelle poesie e nella pittura Cristina Annino si è trovata di fronte a una scelta obbligata. La sua intensa vita interiore prorompe e scava da sé la strada, non solo per quanto riguarda temi o atmosfere ma, in senso ben più originario, crea linguaggio.

Vorrei insistere sulla singolarità del fenomeno che Cristina Annino rappresenta come pittrice: è quasi inaudito esordire e farlo in un modo che, a chi non conosca la storia precedente, sembri il frutto di un cammino lungo. Ho l’immagine di Atena che balza adulta e già armata dalla testa di Giove. Il suo stile è come quello uno Chagall senza ammiccamenti: nuovissimi motivi come il Cristo-fiotto in cui manca la testa e il sangue si riversa nel cosmo; la figura della madre, immensa e innocua simile alle presenze di gatti, cani, uccelli: rapaci solo d’aspetto. Ogni sua tela è interessante come un racconto e nessuna storia già conosciuta potrebbe dirsi tale se già l’avessimo sentita: Cristina non “pasticcia” sul posto dove si è trovata a suo agio, si muove. A casa sua ha dipinto porte e credenze, mobili, cornici non per gusto arredatore ma perché forse da bambina avrebbe forse fatto lo stesso, se avesse potuto. Gode al dipingere come godeva a fare versi da piccola, gioca…